Viviamo in una post-epoca? O forse sarebbe meglio dire che viviamo nell'epoca dei “post”? Quesiti che nascono spontaneamente gettando lo sguardo agli innumerevoli appellativi che hanno definito la nostra condizione proprio a partire dall'oltrepassamento dell'epoca passata: post-moderno, post-industriale, post-fordista, post-storica, post-strutturalista, “dopo l'orgia”, “oltre il novecento”, ecc... In ogni caso c'è sempre un “post” onnipresente, come a sottolineare rotture e continuità con un epoca precedente che non c'è più, ma dalla quale non ci siamo ancora del tutto emancipati [1]. Di questa lunga schiera di "post", quella che, almeno in Italia, ha ricevuto minore attenzione è sicuramente quella di “postcoloniale”. Risulta preziosa allora la pubblicazione de La condizione postcoloniale di Sandro Mezzadra (Ombre corte, Verona 2008), contributo sicuramente originale per il suo indagare a fondo le questioni che questi studi hanno posto.
Scritto da Fulvio Vassallo Paleologo - Università di Palermo
domenica 29 giugno 2008
1. Le dichiarazioni dei rappresentanti della Commissione Europea sul provvedimento che stabilisce il rilievo delle impronte digitali ai bambini rom appaiono assai deboli e sembrerebbero riferirsi ad un mero annuncio del governo e non ad una normativa nazionale già applicata in alcune grandi aree metropolitane. Una normativa nazionale a rilievo locale, derivante da diverse ordinanze adottate dal consiglio dei ministri, dopo il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che istituiva lo “stato di emergenza” per la presenza dei nomadi nelle province di Milano, Roma e Napoli, nominando un Commissario per l’emergenza, individuato generalmente nella figura del Prefetto.
Società e consumo Le analisi conseguenti alle votazioni di questa stagione sono talvolta apprezzabili ma si fermano al livello del contingente. Questa dimensione, per così dire superficiale, viene indagata esaminando le mosse e le interazioni dei soggetti politici convenzionali – le forme partito – con l’elettorato, la gente, come viene definita dal nostro apparato mediatico. Il punto di vista che vogliamo proporre è complementare. A cominciare da alcune osservazioni sugli individui che compongono la società occidentale si tenterà di convergere sulla questione politica. Il lemma “individui” non è casuale né originale.
Un giorno vorrei scrivere un dolce di panna soffice, cioccolato e molta frutta; o una limonata così aspra da aggelare i denti; o ancora un piatto di pasta, grande saporoso e rosso di pomodoro con melanzane, pungente di basilico. Sarà il tempo, la voglia, il talento o chissà che altro Riesco a scrivere soltanto yogurth
A nessuno è dato rimanere indifferenti al risultato elettorale. Neanche a chi ha spinto per l’astensione e potrebbe avanzare qualche legittima soddisfazione. Sarebbe però errore più grave analizzare il voto fermandosi alla dinamica politicista, che peraltro è l’unica che finora si è vista.
Le spiegazioni giornalistiche sul ruolo del governo, la mancata presa sul territorio, il voto utile rimangono tutte interne alla sfera di questa rappresentazione della politica, non hanno spessore e servono al massimo a posizionarsi al meglio per proseguire questo gioco. Non è un caso che le cose più sensate sentite a proposito vengano da persone (Lea Melandri , Valerio Evangelisti ) che non appartengono alla sfera della professionalità della politica.
La storia che segue, al contrario di altre che ho scritto, è una storia vera. Con ciò voglio dire che le cose a cui faccio riferimento hanno avuto una collocazione spazio-temporale verificabile: sono successe a Palermo in via Mariano Stabile nell'autunno 1989. Il protagonista della storia è Giovanni, un mio amico, che è anche lui una porzione di spazio-tempo alta 1 metro e 95, verificabile da tutti quelli che ne avessero la voglia.
Martedì 17 giugno al Laboratorio Zeta, Kom-pa organizza: "Il pianeta degli slum /La città degli dei", un seminario di autoformazione sulla trasformazione della metropoli a livello globale e locale.
Il programma della giornata e l'elenco degli ospiti lo trovate qui.
Di seguito invece pubblichiamo un articolo di Salvatore Cavaleri, apparso circa un anno fa su Global Project, cha ha rappresentato per alcuni versi l'inizio del discorso che ha poi portato alla creazione di Kom-pa. In quell'articolo infatti iniziavamo ad occuparci della metropoli come luogo produttivo totale e come scenario dei nuvi conflitti.
Continua ad aumentare il numero dei morti della guerra dichiarata ai migranti dall’Europa e dall’Italia. Decine di cadaveri dispersi nel Canale di Sicilia, altri cadaveri impigliati sugli scogli del ragusano, a Linosa, a Lampedusa, effetti collaterali delle decisioni assunte o semplicemente annunciate sulla introduzione del reato di immigrazione clandestina e sull’inasprimento delle normative sulla protezione internazionale e sui ricongiungimenti familiari, decisioni europee che con l’adozione della direttiva rimpatri permetteranno di portare fino a 18 mesi la detenzione amministrativa di tutti i migranti costretti ad arrivare irregolarmente in Italia.
In una camera semioscura, su di un letto matrimoniale, una donna e un uomo stanno distesi, guardando il soffitto. Lei ha la testa appoggiata alla spalla di lui . Non sono coperti interamente; la loro pelle risalta a tratti sulle lenzuola chiare, in altri si confonde tra le coperte; nella stanza la tenue luce azzurra dei neon della strada rende indistinti i colori. Pochi rumori, è notte fonda; passa qualche motorino, un camion, in certi momenti si sente il ronzio delle insegne luminose, che rantola, si inceppa e poi riprende, e lo sciacquettio di una fontana. Di tanto in tanto lui tira lunghi sospiri storcendo quasi impercettibilmente un angolo della bocca. Lei lo guarda aggrottando la fronte - Mi dici? - Lui sospira di nuovo, tiene gli occhi sempre fissi al soffitto. Deglutisce, solleva una mano di poco, accenna un movimento con le dita, la riabbassa.
Dal 19 al 22 Giugno si svolgerà al Velodromo di Palermo la prima edizione di Mediterraneo Antirazzista: un torneo di calcio, ma anche e soprattutto un occasione di incontro tra persone di tutti i quartieri e di tutte le comunità di Palermo, all’insegna della lotta al razzismo. Kom-pa sarà presente durante tutte le giornate e dedicherà all’iniziativa uno speciale con foto, dirette audio e report aggiornati in tempo reale. Qualche giorno fa abbiamo incontrato alcuni degli organizzatori e ne è venuta fuori questa conversazione
Pubblichiamo di seguito un estratto da "Una ragionevole proposta per pacificare la città di Palermo" (Di Girolamo editore, Trapani 2006 pp. 123, Euro 12,00). Il testo fu scritto da Umberto Santino all'indomani della strage di via Pipitone Federico in cui vennero uccisi il magistrato Rocco Chinnici, la sua scorta e il portiere dello stabile dove abitava il magistrato. Nel 1985 il testo venne pubblicato a firma di "Anonimo del XX secolo" e, nel 2006, ristampato con l'indicazione del nome dell'autore.
Come scrive Umberto Santino, oggi a Palermo non si uccide più: almeno per il momento, il "male che divora la società" si propaga seguendo altre strade ed altri mezzi e la spettacolarizzazione della violenza ha ceduto il posto ad una complessa, e sottesa, trama di intrighi...almeno per il momento.
Pubblichiamo questo estratto per gentile concessione dell'autore e dell'editore. [K-P]